La perdita totale dei denti è la conseguenza di patologie orali non curate per lungo tempo. In Polonia circa 9 milioni di persone portano protesi dentali, a dimostrazione di quanto sia diffuso il fenomeno. Come prendersi cura correttamente della protesi a casa per evitare problemi e prolungarne la durata?
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Patologie e problemi legati all’uso delle protesi dentali
Purtroppo, l’uso della protesi dentale è spesso associato a diversi problemi di salute, come la stomatite o l’infiammazione della mucosa. Queste patologie sono spesso causate da un’infezione da funghi del genere Candida [1]. Quasi il 40% dei portatori di protesi deve affrontare questo problema e le stomatopatie sono più frequenti nelle donne che negli uomini. Una scarsa igiene orale è uno dei principali fattori che causano queste patologie [2].
Lo sviluppo di patologie legate all’uso delle protesi dentali dipende da diversi fattori, tra cui:
- pH della saliva,
- fumo,
- consumo di zucchero,
- candidosi orale,
- durata dell’utilizzo della protesi.
Perché la protesi va pulita ogni giorno?
Il biofilm batterico che si forma sulla superficie delle protesi è difficile da rimuovere e la sua presenza può causare gravi problemi di salute. La pulizia è quindi un elemento fondamentale. Le attuali linee guida basate sulle prove scientifiche sottolineano l’importanza di rimuovere il biofilm batterico per mantenere una buona salute orale e generale. Spazzolare, usare il filo interdentale o sottoporsi alla detartrasi riduce in modo significativo la placca e l’infiammazione gengivale [3].

Gli errori più comuni nella cura delle protesi
Una cura inadeguata della protesi può ridurne notevolmente la durata e causare problemi di salute. Ecco gli errori più comuni da evitare:
Pulizia meccanica inadeguata
Spazzolare troppo energicamente con uno spazzolino duro può danneggiare la superficie della protesi. Una pulizia imprecisa, invece, soprattutto nei punti difficili da raggiungere, favorisce la proliferazione dei batteri e la formazione di tartaro.
Lasciare la protesi in bocca durante la notte
Indossare la protesi per tutto il giorno impedisce alle gengive di riposare e rigenerarsi. Questo può causare infiammazioni, iperplasia della mucosa e persino riassorbimento osseo. Inoltre, l’ambiente buio e umido della bocca durante il sonno favorisce la proliferazione di batteri e funghi sulla protesi.
Rimedi casalinghi per pulire le protesi dentali: sono efficaci?
Pulire la protesi dentale con il bicarbonato
Il bicarbonato di sodio è un prodotto detergente molto usato in casa. È noto per le sue proprietà pulenti e antibatteriche. Molte persone potrebbero pensare di usarlo per pulire le protesi dentali, perché sembra una soluzione naturale ed economica. Tuttavia, usarlo per pulire le protesi può fare più male che bene.
Il bicarbonato di sodio ha proprietà abrasive che possono essere efficaci per rimuovere macchie e impurità da diverse superfici. Tuttavia, le stesse proprietà possono danneggiare la delicata superficie delle protesi dentali. L’uso regolare del bicarbonato di sodio per pulire le protesi può causare microdanni che, con il tempo, possono indebolire la struttura della protesi e ridurne la durata [4].

I microdanni possono diventare punti in cui si accumulano i batteri, aumentando il rischio di infezioni del cavo orale. Inoltre, l’uso regolare del bicarbonato può causare anche deformazioni della protesi, compromettendone l’aderenza e il comfort.
Invece di usare il bicarbonato di sodio, si consiglia di utilizzare detergenti specifici per le protesi dentali. Sono formulati per rimuovere efficacemente lo sporco senza danneggiare la delicata struttura della protesi.
Pulire le protesi dentali con l’aceto: un metodo naturale, ma adatto a tutto?
L’aceto è un altro prodotto detergente molto usato nei rimedi casalinghi. Le sue proprietà disinfettanti e pulenti sono ben note e possono indurre a usarlo per pulire le protesi dentali. Ma è davvero una buona idea?
L’aceto è un liquido acido che scioglie efficacemente i depositi e uccide i batteri. Il suo uso può sembrare efficace per rimuovere il tartaro e altre impurità dalle protesi. Tuttavia, le proprietà acide dell’aceto possono danneggiare i materiali con cui sono realizzate le protesi dentali.
L’uso regolare dell’aceto per pulire le protesi dentali può deteriorare il materiale della protesi. I prodotti acidi possono indebolire la struttura della protesi, rendendola fragile e soggetta a crepe. Inoltre, l’aceto può causare discromie nella protesi, compromettendone l’estetica.
Pulire la protesi dentale con acqua ossigenata: sì o no?
L’acqua ossigenata si trova in ogni armadietto dei medicinali: disinfetta efficacemente le ferite e uccide batteri e virus, quindi può sembrare una scelta logica per pulire una protesi dentale. Il problema è che ciò che funziona sulla pelle non è necessariamente sicuro per l’acrilico.

L’acqua ossigenata ha forti proprietà ossidanti, che rappresentano un rischio per il materiale della protesi. Se usata regolarmente, può:
- indebolire la struttura dell’acrilico - il materiale diventa fragile e soggetto a crepe,
- causare discromie - la protesi perde il suo colore naturale e compaiono macchie giallastre o biancastre,
- danneggiare la superficie - le microfessure favoriscono l’accumulo di batteri.
Se cerchi una disinfezione efficace, una soluzione più sicura è usare pastiglie specifiche per la pulizia delle protesi o soluzioni antibatteriche appositamente formulate per questo scopo. Sono efficaci contro i batteri, ma non danneggiano il materiale.
Pulire le protesi dentarie con acido citrico: è una buona idea?
L’acido citrico è molto efficace contro il calcare nel bollitore e i depositi nella lavatrice: li scioglie efficacemente, ha un’azione disinfettante ed è facilmente reperibile. Può quindi sembrare una buona idea per pulire le protesi dentarie. Il problema? Ciò che funziona su ceramica e metalli può rovinare l’acrilico.
L’acido citrico è un acido organico forte e proprio la sua acidità rappresenta un rischio per il materiale della protesi. Se usato regolarmente, può:
- indebolire la struttura dell’acrilico - il materiale diventa fragile e soggetto a crepe,
- corrodere la superficie della protesi - si formano microfessure che favoriscono l’accumulo di batteri e depositi,
- causare scolorimenti - la protesi perde il suo colore naturale, diventa opaca e compaiono macchie.

Se desideri rimuovere efficacemente il tartaro, una soluzione più sicura è usare pastiglie specifiche per la pulizia delle protesi o soluzioni enzimatiche appositamente formulate per l’acrilico. Sciolgono i depositi senza danneggiare il materiale.
Cura delle protesi dentarie con ZENT® Ultrasonic Cleaner
Uno dei metodi più efficaci per pulire le protesi è pulitore a ultrasuoni ZENT®Ultrasonic Cleaner. Il pulitore è stato progettato per pulire le protesi dentarie in modo accurato e delicato, garantendo la massima igiene senza rischi di danneggiarle.

Il pulitore a ultrasuoni pulisce protesi, apparecchi e retainer in ogni fessura, senza strofinare.
Scopri il prodottoIl pulitore a ultrasuoni ZENT® Ultrasonic Cleaner utilizza una tecnologia a ultrasuoni che genera milioni di microscopiche bolle. Le bolle implodono, rimuovendo dalla superficie della protesi ogni impurità, batterio e deposito. La tecnologia è abbastanza delicata da non danneggiare la protesi e, allo stesso tempo, elimina efficacemente il biofilm batterico, che può causare infezioni e cattivi odori. Il pulitore a ultrasuoni è la scelta migliore per chi porta protesi e desidera prendersi cura della propria salute e del proprio comfort.

Le protesi dentarie richiedono una cura quotidiana e accurata: il biofilm batterico che si accumula sulla loro superficie può causare infiammazioni del cavo orale e problemi di salute. I metodi di pulizia casalinghi (bicarbonato, aceto, acqua ossigenata, acido citrico) possono sembrare efficaci, ma in realtà danneggiano il materiale della protesi, causando crepe, scolorimenti e accumulo di batteri.
La regola più importante: togli la protesi di notte e puliscila con prodotti specifici o con un pulitore a ultrasuoni professionale. ZENT® Ultrasonic Cleaner rimuove efficacemente e in sicurezza il biofilm batterico, senza rischiare di danneggiare l’acrilico. Se avverti fastidio, infiammazione gengivale o cattivo odore, consulta il dentista. La protesi non è solo una questione estetica: è una questione di salute orale.
FAQ – domande frequenti sulle protesi dentali
Con quale frequenza va pulita la protesi dentale?
La protesi va pulita ogni giorno, preferibilmente due volte al giorno, proprio come i denti naturali. Al mattino, dopo averla tolta dalla soluzione in cui è stata lasciata durante la notte, e la sera, prima di rimetterla nella soluzione. Una volta alla settimana è consigliabile effettuare una pulizia più profonda con un pulitore a ultrasuoni o apposite pastiglie detergenti.
Posso indossare la protesi tutto il giorno, anche di notte?
No: togliere la protesi di notte è fondamentale per la salute orale. Le gengive hanno bisogno di tempo per riposare e rigenerarsi, mentre l’ambiente buio e umido durante il sonno favorisce la proliferazione di batteri e funghi. Indossare la protesi tutto il giorno e tutta la notte aumenta il rischio di infiammazioni, iperplasia della mucosa e riassorbimento osseo.
Dove conservare la protesi durante la notte?
La protesi va conservata in un contenitore pulito con acqua o una soluzione specifica per protesi. Non lasciarla asciutta: l’acrilico potrebbe deformarsi e la protesi perdere la sua aderenza. Evita l’acqua calda, che può deformare il materiale.
Come si usa il pulitore a ultrasuoni?
Riempi con acqua, inserisci la protesi e avvia per 3-5 minuti. Dopo la pulizia, risciacqua sotto l’acqua corrente.
NOTE
[1] Peric, M. et al. (2024). „Una revisione sistematica della stomatite da protesi: fattori predisponenti, caratteristiche cliniche, eziologia e distribuzione globale di Candida spp.". Journal of Fungi.
[2] Gendreau, L. et al. (2011). „Epidemiologia ed eziologia della stomatite da protesi". Journal of prosthodontics : official journal of the American College of Prosthodontists.
[3] Di Spirito, F. et al. (2023). „Gestione parodontale nei pazienti ortodontici con parodonto sano e apparecchi fissi: una revisione ombrello delle istruzioni per l’autocura e delle raccomandazioni basate sulle evidenze". Dentistry Journal.
[4] Žilinskas, J. et al. (2013). „L’effetto delle sostanze detergenti sulla superficie del materiale per basi protesiche". Medical Science Monitor : International Medical Journal of Experimental and Clinical Research.
Informazioni sull’autore

Aleks Barszczewski si è laureato alla Fordham University di New York, dove ha conseguito una laurea in sistemi informativi. Appassionato di igiene orale e paziente che utilizza allineatori Invisalign, Aleks unisce le sue conoscenze alla propria esperienza per condividere consigli pratici sulla cura quotidiana dei denti. I suoi articoli sul blog si basano su ricerche scientifiche ed esperienze personali legate alla cura di un sorriso sano e bello.